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Neferteri Shepered, bellezza e intelletto

“Non lasciare che gli altri ti tengano indietro da ciò che vuoi dalla vita”.
Forse non ci crederete ma la citazione che avete letto non viene da chissà quale intellettuale di grido ma proprio dalla bellezza afro-americana di Neferteri Shepered.
Che oltre ad averne fatto il suo motto di vita per la scalata al successo, smentisce chi crede che bellezza e intelligenza non vadano d’accordo.
Modella, attrice, playmate, testimonial di note case di lingerie e pratagonista di moltissimi videoclip musicali è fra le più bellezze più cliccate dagli internauti statunitensi.
Se volete associarvi con un click , qui c’è la sua gallery.
da oiram
Playboy : Carrie Westcott
Era il lontano 1993 e anche le modelle d’allora, non appena saliva la loro notorietà , cominciavano a farsi migliorare con qualche “ritocchino” dai chirurghi estetici, che iniziarono a fare affari d’oro.
Esempio potrebbe essere la gallery della playmate di Playboy di quell’anno, Carrie Westcott.
All’attento osservatore infatti non sfuggirà che fra le diverse foto c’è qualche “piccola” differenza.
A voi indovinare le foto che la portarono al successo e qualle scattate dopo l’opera del chirurgo. Al quale vanno doverosi complimenti.
da oiram
Playboy : Morena Corwin e sua sorella

Era il 1992 quando la coreana Morena Corwin decise che la strada del successo poteva cominciare con Playboy. Fu così che nel settembre di quell’anno, complice un fotografo, qualche letto compiacente, diventò playmate e cominciò la sua carriera di sex-model e testimonial di lingerie.
Il fatto curioso è che dopo qualche tempo, anche la sua sorellina minore, Lola Corwin, la imitò percorrendo la stessa strada: seni al vento.
Dimostrando che se mamma e papà s’impegnano, anche dopo cinque anni l’una dall’altra, buon sangue non mente.
Volete fare un confronto?
Pronto, ma non volendo farvela facile facile, qui c’è Morena e qui Lola.
da oiram
L’alternativa a Playboy si chiama Penthouse
Mentre continua la nostra carrellata sulle playmate che si sono alternate sulle pagine di Playboy, perché non occuparci anche delle ragazze di Penthouse?
Altro storico magazine sceso in campo per contrastare Playboy proponendo girls del calibro di Sandi Korn . Tipica king size tits americana che dopo qualche anno ritornò al suo vero nome di Sandra Taylor.
Ovviamente, come vedrete nell’ultima foto della gallery, un po’ più vestita e nei panni di attrice in molti film e serial TV.
da oiram
Playboy: Olivia Lorraine e la fine dell’apartheid
Con la liberazione di Nelson Mandela, il presidente sudafricano Frederick De Klerk decretò la fine dell’apartheid in Sud Africa.
Era il 1990 e sulle pagine di Playboy fece la sua comparsa Olivia Lorraine : splendida playmate di novembre di quell’anno che non aveva niente di meno delle figlie dei pallidi bianchi. E la gallery lo dimostra !
da oiram
Playboy : Petra Verkaik e le razze mescolate
Era il lontano 1989 e il tema dell’immigrazione era già un problema tale che l’allora ministro Martelli fece un decreto: sanatoria agli immigrati presenti e introduzione di quote di ingresso per il futuro. Cos’è cambiato? Fate voi.
Resta il fatto che non si può impedire alle genti di muoversi per il mondo e incrociare le razze: è linfa vitale.
Se non ci credete, guardatevi le foto della playmate di quello stesso anno Petra Verkaik Charlotte che nacque in California da papà olandese e mamma di Bali: più incrocio di così…
da oiram
Playboy: Helle Michaelsen e i limiti di velocità del 1988
In tempi dove si fa un gran chiaccherare sulla necessità di ridurre la velocità , forse ci si è dimenticato che già ai tempi di Helle Michaelesen, playmate di agosto del 1988, un ministro d’allora, tale Enrico Ferri, aveva provato a farci andare tutti a 110 km all’ora in autostrada e a 90 km/h sulle altre strade.
Scopo: educarci a correre meno.
Risultato ? Caduto quel governo si ritornò a correre a 130 e anche di più.
Forse non c’è proprio niente da fare e gli unici limiti alla velocità che noi automobilisti riusciamo a rispettare sono imposti dai dossi-dissuasori ( altrimenti ci lasci la coppa dell’olio ) o dalle curve molto accentuate.
Se poi sono quelle di una playmate come Helle Michaelesen, massima attenzione!
La gallery va affrontata con moltissima prudenza.
da oiram
Playboy : India Allen e i numeri del 1987
Il 1987 è stato l’ultimo anno nel secolo passato a non avere numeri doppi e, perchè tale coincidenza si ripeta, dovremo attendere il 2013.
Per fortuna,in quell’anno di cose doppie, tipo le poppe e le rotondità posteriori della playmate India Allen, non ne mancarono e , grazie a Lips, non mancheranno.
D’altra parte perchè attendere cinque anni!
Ergo, quando sentite la mancanza di bellezze moltiplicate per due basta un clic.
A proposito, giusto per stare nel mondo dei numeri, nel 1987,
20 milioni novecentottantaquattromila centodieci italiani su 29.862.376 votanti, dissero no al nucleare.
Per farvi un’idea dei numeri di India Allen, invece, questa è la gallery.
da oiram
Playboy : Lynne Austin o Megan Fox ?
Guardando ben bene la miss playmate del luglio 1986, Lynne Austin, non si vedono segni di tatuaggi ne tantomeno di pelurie rasate. Altri tempi, altre mode ma, soprattutto, altre idee sulla bellezza femminile. Oggi per esempio, dicono che fra le top 100 del mondo ci sia una certa Megan Fox. Nuova star del cinema, nata proprio 22 anni fa che, visti i suoi tatuaggi come va di moda, è più da leggere che da guardare. Mah!
Comunque sia, per chi vuol guardare qua trovate la nostra playmate mentre per gli “intellettuali “, che amano la lettura, cliccate qui.
da oiram
Playboy : Dona Speir

Era il 1984 e la Apple presentò il primo computer della serie Macintosh: una rivoluzione! Per chi aveva già a imparato a smanettare e per chi incominciò, non vi fu più immagine, grafico, disegno e fotografia che non potesse essere rivisitata, ritoccata, migliorata.
Ovviamente, non tutto aveva bisogno di ritocchi e la Gallery di Dona Speir, playmate di Playboy di quell’anno, ne è la prova.
da oiram






