Torna in pista il punto G
Il punto Gräfenberg, meglio consociuto come il femmineo punto G o punto più erotico fra quelli che madre natura ha donato alle donne, è stato chiamato così in onore del ginecologo tedesco Ernst Gräfenberg, che lo descrisse per la prima volta oltre 50 anni fa all’interno dell’apparato sessuale femminile.
Da quel tempo, innescando discussioni scientifiche sulla sua effettiva esistenzaeo disquisizioni intellettual-radical-chic sula sua importanza, è partita una caccia che non si è mai fermata un minuto con tanto di ciclici servizi giornalistici e inchieste a orologeria.
Tanto che anche oggi, mentre stavamo per aggiornare il blog, la notizia dell’enensima “scoperta”.
Ebbene, secondo un gruppo di scienziati del King’s College di Londra guidati dal ricercatore Andrea Burri, non esisterebbe alcuna prova certa del punto erogeno G e che tutto sia e sia stato dovuto a fantasie delle donne, successivamente propagandate da riviste femminili e alcuni terapisti che chissà quale terapia mettevano in atto per le loro pazienti.
Insomma questo punto G, a detta degli inglesi capitanati dal Burri, sarebbe una bufala e non reggerebbe a nessuna indagine probatoria ma che dire, allora, della certezza di un altro ricercatore e ginecologo, questa volta di una università italiana, che l’avrebbe addiritttura fotografato ma che per ovvie ragioni non possiamo darvene resoconto fotografico ?
Arrivati a questo punto non resta che l’augurio che la ricerca non si esaurisca e che per questo prossimo anno appena iniziato, finalmente se ne venga finalmente punto ( G ) a capo.
da oiram
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