Attualità, Storie

Il sesso di Google e quello del Santo

Bestemmie, oscenità, cattivo gusto. Affermazioni su perversioni che vanno oltre la volgarità. In questo ci si può imbattere nell’attività più comune e teoricamente più innocua del mondo di internet: fare una ricerca. Responsabile di questi “incidenti di percorso”, nei quali possono incappare tutti gli utenti, anche quelli più giovani e fragili, è Google Suggest, la funzione del motore di ricerca che fa visualizzare all’utente stringhe di parole simili a quelle che sta digitando“.
Queste le prime battute di un “pezzo” a firma di Davide Santo datato 8 marzo su Il Tempo it dal titolo
Se Google “suggerisce” sesso, violenza e incesto con sottotitolo o meglio, catenaccio :

Nel mirino la funzione Suggest del popolare motore di ricerca. Basta digitare poche lettere per vedersi comparire sullo schermo contenuti pornografici.

A seguire, tutta una serie di esempi di cosa può comparire digitando qualche letterra dell’alfabeto, il perchè avviene tutto questo, come difendersi ( ? ), descrizione di un segnalazione a Google non evasa (come fosse così semplice modificare un sistema algoritmico come quello del motore di ricerca di Google in breve tempo) e infine lamentazione sul fatto che su Google, ieri 8 marzo, non sia stato fatto nessun riferimento alla festa della donna.
Attribuendo più o meno implicitamente a Google il fatto che se si tratta di mercimmoniare donne e sesso la funzione suggest del motore di ricerca funziona, per celebrare la festa della donna no!

Ora a parte che Google forse non ha “celebrato” la festa della donna perchè come dice un articolo (Viva le donne tutto l’anno Abbasso la festa dell’otto marzo) pubblicato proprio lo stesso giorno dalla stessa testata dove scrive Davide Santo sembra che ormai ci sia poco da festeggiare, ma perchè alcuni tastieristi o giornalisti o chiamiamoli come si vuole, continuano a sparare contro internet, Google e la possibilità di cercare di leggere e guardare quel che si vuole, inventandosi di tutto e di più, con titoli e “pezzi” come quello di Santo Davide?
Vero che la pornografia o la pedopornografia non sono l’espressione dell’erotismo più sano, anzi, ma “articoli” come quello citato, odorano troppo di quella santità tipica dei sepolcri imbiancati che con la scusa della difesa della moralità hanno sempre mirato a minare la libertà delle scelte altrui.
Magari mischiando le carte in tavola o nascondendone delle altre.
Che guarda caso, proprio grazie ai motori di ricerca, non spariscono più ma rimangono sempre in rete a passata e futura memoria.
Qualche esempio caro Santo Davide? Prova a digitare sulla barra di ricerca il nome Bonifaci e magari prova a cliccare qualcuno di questi link
uno
due, tre, quattro,
cinque , sei e via a seguire…

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mar  10
9
alle 09:02
da oiram


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